Enzo Iachetti, cosa gli tocca dire per campare: nonostante abbia rischiato la vita dopo le tre dosi ringrazia pubblicamente il sacro siero per aiutare la nuova narrazione del terrore iniziata da qualche giorno

dal canale Telegram di Silvio dalla Torre

In una intervista al Corriere della sera il noto conduttore televisivo Enzo Iacchetti dichiara – «Ho preso due Covid quasi di fila, per la prima volta in vita mia ho creduto di morire. Sono stato malissimo, non ho dormito per intere notti. Per fortuna avevo fatto già tre vaccini.-

Io non so se Iacchetti sia sincero, ma di certo la sua dichiarazione è esemplificativa del modo di ragionare del tipo umano che definisco covidista-vaccinista. 

Per costui è sempre merito del vaccino. 

Se non hai preso il COVID (evento ormai più unico che raro) è merito del vaccino, perché ti ha reso immune. Se lo hai preso in forma lieve, è merito del vaccino, perché altrimenti lo avresti preso in forma pesante. Se lo hai preso in forma pesante, è merito del vaccino, perché altrimenti saresti finito in terapia intensiva.
Se sei finito in terapia intensiva, è merito del vaccino, perché altrimenti saresti morto.Solo se sei morto, non è merito del vaccino. Come pure non è merito del vaccino se ti capita uno di quei malanni grandi e piccoli (arresti cardiaci, recidiva oncologica, miocarditi, pericarditi, disturbi del ciclo mestruale, gonfiamento degli arti inferiori e superiori ecc.) che tutto lascia pensare abbiano un qualche rapporto con i vaccini. In tutti questi casi si tratta di fatalità imprevedibili.

Di fronte ad una fiducia così tetragona, indifferente a tutti i dati della realtà, non resta che constatare che, in nome della scienza, il fideismo irrazionalista ha raggiunto dei livelli inimmaginabili.

Enzo Iacchetti: “Ho preso il Covid due volte e ho avuto paura di morire, per fortuna ero vaccinato”
Enzo Iacchetti è tornato con la mente al difficile periodo della pandemia, quando è risultato positivo al Covid per due volte: “Sono stato malissimo, non ho dormito per intere notti”.

tratto da Fanpage

Enzo Iacchetti, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, è tornato con la mente alla paura provata nel corso della pandemia. Come l’attore ha raccontato a Fanpage.it, dopo il dolore vissuto, ha deciso di fare qualcosa di concreto per il prossimo. Ha donato un’ambulanza alla Croce Rossa.

Enzo Iacchetti ricorda il dolore della pandemia

Sul Corriere della Sera, in un’intervista rilasciata a Roberta Scorranese, Enzo Iacchetti ha ricordato la paura provata durante la pandemia. L’attore risultò positivo al Covid per due volte e pensò che non ne sarebbe uscito vivo:

Ho preso due Covid quasi di fila, per la prima volta in vita mia ho creduto di morire. Sono stato malissimo, non ho dormito per intere notti. Per fortuna avevo fatto già tre vaccini. Sono ormai tra i “fragili”, all’epoca avevo quasi 69 anni e forse se non mi fossi vaccinato sarei finito in terapia intensiva.
Enzo Iacchetti ha donato un’ambulanza alla Croce Rossa
Nell’intervista rilasciata a Fanpage.it, l’attore ha parlato di come abbia avvertito l’esigenza di fare qualcosa per gli altri. Così, ha scritto il libro intitolato “Non è un libro” e con il ricavato ha acquistato un’ambulanza che venerdì 1 dicembre consegnerà alla Croce Rossa:

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3 comments
  1. Non aver capito una “beata minchia” dopo quasi 4 anni di fandonie è il colmo !! Proporrei il “mongolino d’oro” a lui per la sua spiccata intelligenza !!

  2. Dopo la persuasione da pagnotta senza la quale non si mangia, c’è l’ estorsione poi c’è la beatificazione, poi c’è la santità, poi la venerazione, dopo, c’è la costruzione di templi e infine l’adorazione di ciò che “salva”.
    Kissinger già 50 anni fa anziché dividere meglio ciò che c’è in terra, pubblicava , lavorava per la soppressione di un paio di miliardi di chi o cosa “consuma”. La soluzione è stata quella di agitare il barattolo pieno di formiche rosse e nere. Finché rimane fermo convivono in pace. Agitandolo, si attaccano a vicenda vedendosi diverse.
    È ciò che avviene con le conoscenze, opinioni, e uso della divulgazione di ogni dato, fino a finire come le formiche, senza capirlo. Auguri a Iacchetti

  3. Dopo la persuasione da pagnotta senza la quale non si mangia, c’è l’ estorsione poi c’è la beatificazione, poi c’è la santità, poi la venerazione, dopo, c’è la costruzione di templi e infine l’adorazione di ciò che “salva”.
    Kissinger già 50 anni fa anziché dividere meglio ciò che c’è in terra, pubblicava , lavorava per la soppressione di un paio di miliardi di chi o cosa “consuma”. La soluzione è stata quella di agitare il barattolo pieno di formiche rosse e nere. Finché rimane fermo convivono in pace. Agitandolo, si attaccano a vicenda vedendosi diverse.
    È ciò che avviene con le conoscenze, opinioni, e uso della divulgazione di ogni dato, fino a finire come le formiche, senza capirlo. Auguri a Iacchetti

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