Matteo Bassetti pensa di usare l’astuzia: prima minimizza sul pericolo di nuove varianti, poi si lancia in scioltezza nell’elogio del sacro siero per fragili e anziani

Stando agli ultimi bollettini ufficiali del Ministero della Salute, negli ultimi 28 giorni si sarebbe verificato un aumento del 10% dei contagi da coronavirus per un totale di di 1,4 milioni di nuovi casi. Fanpage ha intervistato Matteo Bassetti per capire, a due anni dalla fine della pandemia, qual è la situazione attuale. L’infettivologo ligure ha le idee molto chiare a riguardo: cosa succederà il prossimo autunno?

I casi di Covid sono aumentati ma non è la fine del mondo. Questo il pensiero di Matteo Bassetti che sottolinea il fatto che l’Italia sembra che fatichi a voltare pagina. Il direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ha affermato che sarebbe ora di “uscire da una visione Covid-centrica. Perché di tanti problemi infettivologici che abbiamo avuto durante l’estate, il Covid sinceramente è l’ultimo. Credo che ormai la stampa faccia fatica a digerire il fatto che il Covid sia solo uno dei tanti problemi, eppure continuiamo a metterlo al centro dell’agenda come se fosse l’unico. Ci sono dei momenti in cui i contagi salgono e scendono, ormai è un dato di fatto da due anni”. Ciò non significa che questo comporti un problema per gli ospedali: è inutile terrorizzare le persone per lo 0,4% di posti letto occupati in più.

“Oggi il Covid riguarda unicamente ultra-ottantenni e soggetti fragili, che possono arrivare in ospedale con forme gravi per le quali c’è bisogno di cure specifiche. Tutti gli altri hanno forme blande, con sintomi che durano pochi giorni. Ma succede con qualsiasi tipo di infezione”, ha spiegato l’infettivologo che tenta di smorzare ogni tipo di allarmismo. Secondo lui “c’è qualcuno a cui non è andata giù la decisione del governo di eliminare l’isolamento dei positivi, cosa per altro giusta. Io ho trovato che da quel momento sia iniziata questa campagna pro-Covid”, la sua ipotesi. Ormai il Covid è un’infezioni delle vie respiratorie come può esserlo l’influenza e quindi deve essere trattata allo stesso modo.

Secondo l’infettivologo, anche la questione vaccini va affrontata come l’influenza. Ormai la popolazione mondiale ha gli anticorpi per combattere l’infezione. Per questo motivo il vaccino andrebbe proposto solo agli anziani. “Penso che si debbano vaccinare gli anziani e i fragili con un richiamo annuale, proprio come succede con l’influenza, e quindi, siccome è fortemente raccomandato per queste categorie, è giusto che lo stato provveda gratuitamente”, ha spiegato il medico, approvando l’iniziativa del governo. “Per tutti gli altri il vaccino per l’influenza non è gratis, e così deve avvenire per il Covid. Anche perché la gratuità e l’aver comprato milioni di vaccini nel 2022 è stato un errore”, ha spiegato. La quarta dose infatti, fu un flop.

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