Anche i giudici saltano come birilli: morto il magistrato Fabio Papa. Anche lui nel solito modo: in casa di prima mattina

Il magistrato Fabio Papa, 62 anni da compiere, vittima di un malore fatale mentre si trovava nella sua abitazione di Campobasso, dove questa mattina c’è un gran via vai di gente oltre ai Carabinieri del comando provinciale e alla Polizia scientifica per i rilievi del caso. Fabio Papa è stato trovato senza vita sul divano di casa, nella sua abitazione in via San Giovanni, probabilmente in seguito a un malore improvviso. Si sospetta che l’uomo abbia avuto un arresto cardiocircolatorio.

Papa sarebbe dovuto essere di turno stamane in Procura, dove però non è mai arrivato. Fino a ieri il magistrato era in ferie a Pescara, la città dove è nato il 14 marzo 1962. Proprio ieri, secondo quanto si apprende da fonti a lui vicine, ha fatto rientro nel capoluogo molisano per riprendere servizio. Ma questa mattina, contrariamente al solito, non è arrivato in orario. L’ufficio, dopo aver atteso un po’, lo ha contattato sul telefono ma invano. Arrivati presso la sua abitazione, i militari dell’Arma hanno provato a citofonare ma anche in questo caso non c’è stata alcuna risposta. È stato necessario sfondare l’ingresso di casa, ma purtroppo i soccorsi sono stati inutili. Il magistrato, che abitava da solo, era esanime sul divano.

Procedono i Carabinieri di Campobasso, tutti molto addolorati anche per i rapporti professionali che legano l’Arma – sezione polizia giudiziaria – al magistrato. Sul posto anche la Polizia Scientifica oltre ai sanitari del 118 che hanno constatato il decesso. Non sono stati riscontrati segni di violenza sul corpo dell’uomo.

Sconcerto e incredulità, mentre la notizia si diffonde nel capoluogo e negli ambienti giudiziari.

Fabio Papa era nato a Pescara il 14 marzo del 1962. Magistrato noto a Campobasso, città in cui viveva ormai da molti anni, si era occupato di molte inchieste in cui erano coinvolti esponenti politici molisani.
Padre di due figli, nonno da quale mese, era tornato in servizio nel pieno delle sue funzioni in Procura a Campobasso a novembre del 2021 dopo essere stato assolto con formula piena, assieme alla direttrice di Telemolise Manuela Petescia, dall’accusa di tentata estorsione denunciata dall’ex governatore del Molise, Paolo Di Laura Frattura, nel dicembre 2014. Una denuncia, quella dell’ex presidente della Regione, che si è rivelata senza fondamento alla luce della conclusione del processo.
Durante il lungo periodo dell’inchiesta giudiziaria (durata sette anni) Papa era stato trasferito in via provvisoria dal Csm a Rovigo. Un provvedimento disciplinare che lo stesso aveva contestato. Ma se la cosiddetta “cena dei ricatti”, che poi è stato dimostrato non esserci mai stata, è forse l’episodio che meglio ricorda chi segue le cronache giudiziarie in Molise, Papa negli anni di attività in Procura si è distinto anche per aver dato impulso ad altre indagini, in modo particolare su reati collegati a colletti bianchi e pubblica amministrazione.

L’inchiesta BioCom, per cominciare, quella sulla società appartenuta all’imprenditore Frattura che, pur avendo ottenuto nel 2007 un finanziamento dalla Regione (Regione Molise all’epoca guidata da Michele Iorio) per costruire a Termoli un impianto di produzione di biodisel, non restituì il denaro pubblico sebbene l’impianto non fosse stato mai realizzato. Legate alla Biocom anche le sue indagini sull’ex questore di Campobasso Giancarlo Pozzo che era finito sotto inchiesta per aver spostato le indagini sull’affaire Biocom dalla Digos (a cui Papa, all’epoca sostituto procuratore, le aveva affidate) alla Squadra Mobile.

A metà del 2015 Fabio Papa aveva preso servizio al Tribunale civile di Chieti come giudice, e qui è rimasto fino ai primi mesi del 2018 quando, dopo la prima assoluzione, è tornato a fare il pubblico ministero a Campobasso.

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  1. Per questi ancora meno pietà per la loro dipartita, avrebbero dovuto difendere il popolo pur avendo idee contrarie e invece …..ed ora eccoci qua.

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