Le dimissioni e la letterina per fare la vittima? Annunziata ha studiato tutto a tavolino: necessarie per lanciare la candidatura ‘da martire’ alle europee tra le fila del PD

di Paolo Bracalini per Il Giornale

Le voci su un prossimo sbarco di Lucia Annunziata in politica giravano da tempo, ancora di più dopo l’elezione di Elly Schlein alla guida del Pd. La segretaria, per le europee dell’anno prossimo, vuole una squadra di donne come capolista. E uno dei nomi che ha in mente ha scritto Repubblica in tempi non sospetti sarebbe proprio l’ex conduttrice. Questo già prima delle dimissioni volontarie dalla Rai, un atto politico («non condivido nulla dell’operato dell’attuale governo») che prelude ad un seguito dello stesso tenore. Il seguito dato come più probabile è appunto la candidatura alle Europee del 2024 con il Pd, come capolista al Sud. Farlo dopo un anno nella Rai «meloniana», a ridosso delle elezioni, sarebbe stato inappropriato. Con l’auto-epurazione in largo anticipo invece si creano le condizioni perfette per il salto di specie, da giornalista Rai a parlamentare Pd. Un passaggio che in verità è una prassi consolidata in Rai, la candidatura con gli amici del Pd (e prima Ulivo o Ds o Margherita) è sempre stato il piano B dei conduttori e giornalisti della tv pubblica schierati con il centrosinistra. Tra l’altro il Parlamento europeo è da sempre il dopolavoro per eccellenza dei giornalisti sponsorizzati da sinistra. Quando l’aria cambia, si fanno le valigie e oplà, si va a Strasburgo. Il premier Meloni commenta: «A me non interessa costruire una egemonia di potere» in Rai, semmai la sinistra «è nervosa perchè» teme di perdere la sua. «Sono per una logica meritocratica e se c’è qualcuno che se ne vuole andare (dalla Rai, ndr) non è un problema che ci riguarda».

La Annunziata del resto era stata già contattata dal Pd nel 2019, segretario Zingaretti (ieri baci e abbracci al Festival dell’Economia di Trento tra lei e la Annunziata molto alleggerita dopo le dimissioni), per correre alle Europee di quell’anno, ma declinò l’invito. I precedenti non mancano, Dietlinde Gruber detta Lilli, europarlamentare dal 2004 al 2008 prima con l’Ulivo poi con il Pd, prima di dimettersi per tornare giornalista a La7; Michele Santoro, eletto come indipendente nelle liste Uniti nell’Ulivo nel 2004 e poi di nuovo in Rai; David Sassoli, dal Tg1 all’europarlamento con il Pd ed eletto per tre mandati.

Con la Annunziata si profila un sequel. Parlando del suo libro a Trento spiega che «i tecnici non fanno bene alla politica, non perché non bravi – anzi sono stati tutti bravi – ma perchè la politica è un procedimento popolare, bisogna rispettare il voto» e che non condivide la riforma presidenzialista «che vuole tagliare fuori partiti e Parlamento, ed io lo ritengo sbagliato». Sul palco a Trento scherza con Prodi e la Melandri come si fa tra colleghi. «Che applausone per Prodi, sembra un raduno di reduci…» esordisce lei con l’ex premier al fianco. «Vedo Giovanna Melandri (ex ministra Pd, ndr) in platea… Ci siamo divertiti in Rai» dice Annunziata. E Prodi: «No, ci siamo divertiti: ci divertiremo…». Tutto un programma (elettorale?). La sua candidatura è data per scontata da molti, «magari la vedremo in una splendida campagna elettorale» dice la ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Persino a Fiorello i conti non tornano: «Annunziata, se non condividi niente di questo governo, allora dovevi rimanere per lottare dall’interno. Se te ne vai, te ne sei andata – ha detto lo showman in radio. Che poi tutto questo andare via, bisogna capire da dove arriva…». E dove va.

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