Lutto nel mondo del cinema e del teatro: morto il grande attore di origini siciliane Mario Pupella. Fu celebrato con un mitico ruolo da Ficarra e Picone

“Il nostro direttore artistico Mario Pupella, il nostro faro, nostro amato padre, stanotte ha fatto per tutti il suo ultimo inchino. Applausi papà, fa buon viaggio. Continueremo a renderti onore”. Con queste parole pubblicate su Facebook il teatro Sant’Eugenio a Palermo ha comunicato la morte dell’attore scomparso a 77 anni. Pupella, originario di Castelvetrano nel Trapanese, debuttò giovanissimo recitando in Enrico IV di Luigi Pirandello. 

Al cinema faceva sempre ruoli da cattivo ma Mario Pupella dietro quella scorza da duro aveva un cuore grande così. Un cuore che fino a ieri sera, quando Pupella ha cessato di vivere con un’improvvisa uscita di scena, batteva per il teatro, per la polvere di palcoscenico, tanto da legare il suo nome all’apertura e alla gestione di diversi spazi in città.

Erano gli anni Ottanta quando assieme al regista Elio Di Vincenzo rilevò il teatro Europa, rifugio per un memorabile “I fisici” di Durenmatt con la regia di Michele Perriera. Poi toccò al Crystal, che aveva appena terminato la sua stagione di cinema d’essai: la sala di Pallavicino diventò la palestra dei suoi  Pirandello ma anche il punto di riferimento di tanto teatro popolare, a cominciare da Giacomo Civiletti.

Chiusa quell’esperienza, che vide anche la nascita di una scuola di teatro, qualche anno fa trasferì il suo teatro in piazza Europa, al Sant’Eugenio, affidato di fatto ai tre figli, attori, registi e organizzatori cresciuti con la sua lezione.

Ma con quella faccia così marcata Pupella non poteva passare inosservato al mondo del cinema che spesso e volentieri passava da Palermo. E così, mentre si scopriva che il boss Bernardo Provenzano comunicava con i suoi uomini attraverso i “pizzini”, Ficarra e Picone videro in Pupella l’attore perfetto per interpretare un boss di pochissime parole ne “La matassa”: resta tra le scene più divertenti confezionate dalla coppia di comici quel surreale scambio di pizzini per una trattativa sull’albergo di famiglia. Un’altra coppia di registi palermitani, Grassadonia e Piazza, vollero Pupella per il ruolo del latitante, sconfinatamente solo, del loro “Salvo”, film che li segnalò all’attenzione della critica.  Pupella si tolse anche la soddisfazione del red carpet di Venezia che lo accolse per il film “Padrenostro”, assieme al protagonista Pierfrancesco Favino. Ne andava fiero di quel faccia a faccia con uno degli attori migliori el panorama nazionale.

Aria vissuta da chi ne viste tante, voce profonda da attore di palcoscenico quale era, Mario Pupella quando raccoglieva complimenti per le sue apparizioni cinematografiche invitava sempre ad andarlo a veder in teatro, a casa sua. E in segno di lutto oggi pomeriggio l’ultima sua casa teatrale, il Sant’Eugenio, resterà chiusa, come annunciano i figli in un commosso post su facebook.

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