A tre giorni dal voto l’Ambasciata della Federazione russa in Italia ha pubblicato sui suoi social una gallery fotografica che mostra il presidente Vladimir Putin durante incontri istituzionali con molti politici italiani sotto la didascalia dall’intento ironico: “Dalla storia recente delle relazioni russo-italiane. Ne abbiamo da ricordare”.

La prima immagine mostra Putin insieme a Matteo SalviniGiuseppe Conte e Luigi Di Maio durante la visita romana del presidente russo di luglio 2019. Poi con Enrico Letta mentre si stringono la mano in occasione del bilaterale di Trieste del novembre 2013; con Silvio Berlusconi seduti vicini e in atteggiamento amichevole.

In un’altra foto la stretta di mano con il presidente Sergio Mattarella, e accanto all’ex presidente Giorgio Napolitano. E ancora con Matteo RenziPaolo GentiloniMassimo D’Alema. Un’immagine anche dell’incontro di agosto 2021 del ministro degli Esteri Sergei Lavrov con il premier Mario Draghi sulla crisi afghana – erano i giorni del ritiro delle truppe Usa – e situazione in Libia.

Ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha ricordato che “prima della guerra tutti avevano rapporti con Putin: Letta ha fatto 28 accordi commerciali con lui, abbracciandolo e baciandolo”.

Non è la prima volta che l’account social della rappresentanza diplomatica russa nella capitale entra direttamente in campo nella politica italiana. Come qualche giorno fa, quando commentando una vignetta di Altan, ha twittato: “Raramente siamo d’accordo con quanto viene pubblicato sul quotidiano “la Repubblica”. Ma è difficile non essere d’accordo con le parole del secondo partecipante a questo dialogo”. “Se vedi gli 007 ovunque forse leggi troppo ‘Repubblica'”, un altro tweet dei giorni scorsi destinato all’opinione pubblica italiana.

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Lo scorso 20 luglio, nei giorni della caduta del governo Draghi, l’ambasciata ha risposto con un lungo post al ministro degli Esteri Di Maio secondo il quale “la leadership russa” era al lavoro “per destabilizzare l’Italia e l’Europa”. “Noi stessi siamo sbalorditi dal potere della diplomazia russa, – come si evince dai resoconti dei media italiani. Si scopre che i nostri ambasciatori possono cambiare i governi con un paio di chiamate. Parlando seriamente, dobbiamo ammettere che il capo del Ministero degli Esteri italiano continua a cercare le cause esterne dei problemi politici interni dell’Italia”.Un altro post sulla pagina fb ha illustrato i dettagli dell’organizzazione del viaggio a Mosca del leader leghista Salvini, programmato e poi cancellato a giugno scorso. “L’Ambasciata – precisa – ha assistito Matteo Salvini e le persone che lo accompagnavano nell’acquisto dei biglietti aerei di cui avevano bisogno in rubli tramite un’agenzia di viaggi russa. In quanto il viaggio di Matteo Salvini a Mosca non è avvenuto per motivi ben noti, alla fine ci è stato restituito l’equivalente della cifra spesa per l’acquisto dei biglietti aerei in euro (con rispettivi documenti comprovanti). Non vediamo nulla di illegale in tutte queste azioni”.

Sempre nello scorso giugno l’ambasciatore della Federazione russa in Italia, Sergey Razov, è stato convocato alla Farnesina dal segretario generale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’ambasciatore Ettore Francesco Sequi. Sequi ha respinto le insinuazioni di coinvolgimento dei media italiani in una “campagna anti-russa” e le accuse di amoralità di alcuni rappresentanti delle istituzioni e dei media italiani, espresse dal ministero degli Esteri russo. Razov “si è soffermato sulle dichiarazioni “talvolta inaccettabili di alti funzionari italiani nei confronti della Russia e della sua leadership. Ha sottolineato che la linea di propaganda che sta dominando nei media italiani difficilmente può essere qualificata altrimenti che come ostile”, come si può leggere sull’account dell’ambasciata.