L’ira di Letta e di mezzo PD sul fancazzista delle sardine: il suo outing sulla coltivazione di cannabis in piena campagna elettorale fa perdere voti alla feccia. Nonostante abbiano messo in programma la legalizzazione

Cannabis, Letta: “Santori? La legge va rispettata”

“Su Santori condivido le parole del sindaco di Bologna Matteo Lepore e non credo ci sia altro da aggiungere”. Il segretario del pd Enrico Letta, alla festa dell’Unità di Melzo alle porte di Milano, risponde così a chi gli chiedeva un commento sullo scontro in atto a Bologna fra il consigliere Mattia Santori e la segretaria dem locale Federica Mazzoni a proposito delle dichiarazioni dell’esponente delle Sardine sulla sua attività di autocoltivazione di cannabis. Letta, quindi, si dice d’accordo con il sindaco Lepore che ha ammonito Santori invitandolo a “rispettare la legge”. A chi gli chiedeva se il Pd inserirà nel programma per le prossime politiche forme avanzate di legalizzazione Letta ha risposto che “adesso siamo impegnati in parlamento” sulla proposta della coltivazione di 4 piantine a testa. “Si tratta di un primo passo importante e – ha detto il segretario dem – stiamo lavorando contro un ostruzionismo pesante che ha bloccato tutto ma noi continuiamo a lavorarci”.

Ancora bufera su Mattia Santori. Il leader del movimento delle Sardine e consigliere comunale del Pd a Bologna è stato attaccato da Federica Mazzoni, segretaria provinciale dem, dopo le sue dichiarazioni pubbliche in cui ha affermato di coltivare piantine di cannabis e di fare uso di marijuana abitualmente. Santori ha replicato e ne è nata una lite tutta interna al Pd: “Avrei voluto rispondere agli attacchi ignobili della destra, agli esposti di Fdi, alle querele di Salvini, e invece mi trovo a rispondere alle ramanzine della segreteria provinciale del Pd, che con un comunicato ad orologeria firmato da Federica Mazzoni mi ricorda che starei ‘minando la credibilità delle istituzioni’. Ci sono temi su cui il Pd è pronto a battersi e altri, molti purtroppo, su cui il progressismo della base viene annacquato dall’equilibrismo della dirigenza. La verità è che fino a prova contraria io ad oggi ho la fedina penale pulita mentre voi nei vostri comunicati vi guardate bene dall’entrare nel merito della questione che ho sollevato con la mia autodenuncia”.

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“La verità è che se davvero sosteneste il ddl Magi oggi – scrive Santori – difendereste chi viene processato per autocoltivazione ad uso personale, ma la coerenza politica non sapete neanche dove stia di casa. La verità è che tirando le orecchie a me state calpestando la dignità di una comunità politica vastissima che guarda caso oggi si rivolge ad altri partiti (o a nessun partito). La verità è che le vostre posizioni non sono poi così dissimili da quelle della Lega, e mi viene da pensare che forse non solo a destra tifano per un mio arresto. Cari dirigenti del Pd, forse non ve ne siete resi conto, ma il Paese che tanto amate è il fanalino di coda in Europa sui diritti civili. E questo succede perché oltre a non avere una maggioranza in Parlamento abbiamo poca fame di politica fuori dal Parlamento, nelle istituzioni e per le strade”.

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