“I sieri magici hanno un’azione di genotossicità” Frajese lo spiega alla perfezione, e Pregliasco, in diretta, va in tilt

Quanto sono sicuri i vaccini che attualmente vengono somministrati a ritmo incessante alla popolazione di tutto il mondo? Quelli che, per intenderci, il governo italiano ha reso di fatto obbligatori, impedendo alle persone di esercitare una propria libertà di scelta? Di dubbi ce ne sono ancora, nonostante le rassicurazioni dei virologi-santoni del piccolo schermo, anche tra gli stessi scienziati. Vedere per credere quanto accaduto nel corso dell’ultima puntata di Non è l’Arena, il programma condotto da Massimo Giletti e in onda su La7, che ha visto tra gli ospiti Giovanni Frajese e Fabrizio Pregliasco.

L’endocrinologo Frajese ha preso la parola nel corso della trasmissione per sottolineare tutti le sue perplessità circa gli attuali farmaci anti-Covid: “Leggo la nota dell’Ema e dell’Aifa secondo la quale le componenti del vaccino non presentano alcun potenziale genotossico. Invece, stando ai dati dell’ultimo studio di genotossicità di Moderna, realizzato tra l’altro sulla base di un mRNA un po’ diverso da quello che c’è nel vaccino, è emerso come secondo la stessa azienda ci sarebbe una debole azione di genotossicità”.

Per genotossicità, hanno chiarito gli esperti in studio, si intende un’azione che può determinare variazioni nel Dna con conseguenze potenzialmente pericolosissime, come l’insorgere di tumori o altre malattie gravi. Un’ipotesi, certo, che però non è stata esclusa definitivamente dalla scienza, mentre la campagna di somministrazione continua spedita. “Prima di somministrare questi farmaci a bambini e adolescenti – ha concluso Frajese – l’Ema, l’Aifa e il governo dovrebbero fare i test necessari per renderci tutti quanti più tranquilli”. Pregliasco ha cercato a quel punto di controbattere, ma la pezza è sembrata peggiore del buco.

“Sono studi pregressi e conoscevamo già bene – ha infatti spiegato Pregliasco – E di fronte ai quali non dobbiamo enfatizzare le negatività potenziali e possibili a fronte di un’efficacia dimostrata”. Quando gli è stato fatto notare che un po’ di accortezza in più sarebbe stata quantomeno auspicabile, il virologo ha ribadito: “Qualsiasi farmaco e qualsiasi vaccino subisce poi una sperimentazione nel tempo, ma se fossimo troppo prudenti non useremmo più nessun farmaco e nessun vaccino”. In sintesi: i tempi richiedevano velocità nell’azione, quindi i vaccini sono stati lanciati in fretta e furia. Se poi avranno effetti pericolosi sui nostri organisimi lo scopriremo, nostro malgrado, soltanto fra un po’.

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