Processo a Grillo junior, la presunta vittima dello stupro di gruppo si presenta in aula per la prima volta devastata, obbligando il giudice a sospendere l’udienza

Processo Ciro Grillo, Bongiorno: “Ragazza devastata, ha tentato il suicidio”. Legale difesa: “Contraddizioni nel racconto”
“Una ragazza distrutta, devastata che ha fatto una deposizione tra i singhiozzi”. Così l’avvocata di parte civile, Giulia Bongiorno, ha descritto il racconto della principale accusatrice di Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia a processo per violenza sessuale di gruppo. “Credo che per un legale queste giornate siano le più difficili, le più complicate e le più dolorose, perchè vedere una persona che ha parlato di suicidio, di atti di autolesionismo, di corse verso i binari per farsi mettere sotto il treno non è facile. A volte queste cose si banalizzano ma invece sono di una gravità inaudita”, ha aggiunto. “La ragazza ha risposto a tutte le domande del pm e della sua legale Giulia Bongiorno, ma dalla sua deposizione emergono tante contraddizioni”, ha dichiarato invece l’avvocata del pool della difesa, Antonella Cuccureddu, al termine della prima giornata di deposizione in aula, a Tempio Pausania.

La giovane, 23 anni, depone per la prima volta dall’inizio del processo (cominciato oltre un anno fa) e oggi ha cominciato a ripercorrere quanto accaduto durante una vacanza in Costa Smeralda nel luglio 2019. “Ho tentato di buttarmi sotto un treno”. La difesa ribatte: incongruenze nel racconto

AGI – L’emozione l’ha sopraffatta mentre ‘Silvia’ (nome di fantasia) rispondeva alle domande del pm Gregorio Capasso, così nel tribunale di Tempio Pausania è stata sospesa l’udienza del processo per violenza sessuale di gruppo in cui sono imputati Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S, Beppe, e i tre amici genovesi Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia.
La giovane, 23 anni, depone per la prima volta dall’inizio del processo (cominciato oltre un anno fa) e oggi ha cominciato a ripercorrere quanto accaduto durante una vacanza in Costa Smeralda nel luglio 2019. La sospensione è stata decisa dal presidente Marco Contu per consentire alla ragazza di riprendersi e continuare a sottoporsi all’esame del pm.

L’udienza, sempre a porte chiuse, è poi ripresa dopo circa un quarto d’ora. Dopo aver risposto a migliaia di quesiti durante la fase delle indagini, ‘Silvia’ torna oggi con la memoria a quella notte fra il 16 e il 17 luglio 2019 nella villetta del Pevero in uso alla famiglia Grillo, dove con l’amica ‘Roberta’ (altro nome di fantasia) aveva seguito i quattro ragazzi genovesi conosciuti al ‘Billionaire’.

Non è riuscita a urlare, la notte della presunta violenza sessuale nella casa in uso della famiglia Grillo al Pevero, in Costa Smeralda. ‘Silvia’, nome di fantasia, principale accusatrice di Ciro Grillo, figlio del fondatore del M5S, Beppe, e dei tre amici genovesi Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia, è stata travolta dall’emozione, alle domande del pm Gregorio Capasso.

Questa circostanza potrebbe spiegare perché altri testimoni, in particolare la madre di Ciro, Parvin Tadjk, che dormiva in una casa accanto a quella dove si sarebbero consumati i presunti abusi, abbia dichiarato di non aver sentito nulla quella notte. Sentita il 21 settembre 2022, Tadjk, aveva confermato quanto già agli atti.

“Il fatto che i testimoni sentiti oggi non abbiano sentito nulla, lo ripetiamo spesso, non ha alcuna rilevanza”, aveva spiegato Dario Romano, del collegio che rappresenta ‘Silvia’ in occasione della quarta udienza del processo, quand’era stata ascoltata la madre di Ciro Grillo. “Non stiamo parlando di uno stupro avvenuto per strada, ma di una persona che non era neanche nelle condizioni di urlare”.

“Ho tentato di buttarmi sotto un treno”

“Ha raccontato quello che le è accaduto. Ha detto che poi ha tentato il suicidio, ha parlato di atti di autolesionismo, di corse verso i binari per farsi mettere sotto un treno“. L’ha riferito ai giornalisti l’avvocata Giulia Bongiorno. “Queste giornate sono le più difficili, complicate e dolorose”, ha commentato la legale.  ‘Silvia’, ha aggiunto la sua avvocata, è “una ragazza devastata”.

I legali della difesa, inconguenze nel racconto di ‘Silvia’

Gli avvocati della difesa rilevano incongurenze, rispetto a precedenti testimonianze ma anche ai contenuti degli atti del processo, nel racconto reso da ‘Silvia’. “La ragazza ha risposto a tutte le domande che le ha posto il pubblico ministero, anche a quelle della parte civile. È stata esaustiva. Ma ci sono cose che non le sono state chieste”, ha riferito stasera l’avvocata del collegio difensivo, Antonella Cuccureddu, che col collega Gennaro Velle difende Francesco Corsiglia, uno dei quattro imputati.

“Ci sono state tante contraddazioni rispetto a quello che ha raccontato l’amica”, ha aggiunto Cuccureddu, con riferimento alla testimonianza di ‘Roberta’, altra parte offesa nel processo che ha deposto lo scorso settembre, “e rispetto a quello che hanno raccontato tutti gli altri testimoni che abbiamo sentito fino a questo momento”.

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