Processo Ciro Grillo, da oggi in udienza si vagliano i video e le foto scaricate dai cellulari dei ragazzi coinvolti. Se compromettenti, saremo vicino alla fine

Oggi in aula, al processo a porte chiuse a Tempio Pausania ai quattro giovani genovesi, vagliato il materiale informatico (messaggi whatsapp, social network, sms). Oggi si capirà se utilizzabile quanto trovato sui loro telefonini: le immagini della notte del 17 luglio 2019 in Sardegna, nella villetta in uso alla famiglia del Garante dei 5S.
Quei video e quelle foto della notte del 17 luglio 2019 a Cala di Volpe oggi entrano in aula, nel processo a porte chiuse a Tempio Pausania. Sono stati trovati nei telefonini dei quattro giovani genovesi accusati di avere stuprato Silvia, studentessa italo-norvegese di Milano; e tre di loro di avere commesso violenza sessuale verso Roberta, anche questa studentessa nel capoluogo lombardo, amica della prima e con lei in vacanza in Sardegna in quell’estate maledetta che ha cambiato la vita a tutti loro: sia vittime che imputati. E quel materiale informatico oggi è al centro dello scontro fra avvocati della difesa da una parte; dell’accusa dall’altra, rappresentata dalla Procura di Tempio e dalle parti civili.

Ciro Grillo, figlio del Garante dei Cinque Stelle, ed i suoi amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, tutti all’epoca poco più che ventenni che la sera del 16 luglio avevano conosciuto le due ragazze (i loro nomi ovviamente sono di fantasia) al Billionaire (quello di Flavio Briatore) a Porto Cervo, dopo la serata passata a ballare, all’alba avevano invitato le due ragazze appena maggiorenni nel villino in uso alla famiglia Grillo. Qui, secondo i racconti di Silvia, prima Corsiglia da solo, poi gli altri tre insieme l’avrebbero costretta a bere vodka e poi ad un rapporto sessuale senza il suo consenso. In un secondo momento, mentre Roberta dormiva sul divano, a questa avrebbero avvicinato i genitali al viso.

I ragazzi sostengono di avere avuto con Silvia un rapporto consensuale, in ogni modo di tutto ciò vi sono i video prodotti e le foto scattate da loro stessi. Il materiale è stato estrapolato dalle memorie dei loro telefonini su disposizione del procuratore capo di Tempio, Gregorio Capasso, subito dopo la denuncia presentata dalla ragazza italo-norvegese ai carabinieri di Milano-Piazza Duomo e dell’apertura dell’inchiesta in Sardegna. Mauro Sanna, il perito informatico incaricato dalla Procura, nella giornata di oggi che segna una delle (ormai) tante tappe del processo, è il testimone chiave: quello che dovrà dire e spiegare dove, come, quando sono stati prodotti i video e le foto.

E’ un passo fondametale, soprattutto per capire quanto possa essere utilizzato e (ri)prodotto in aula questo materiale. Si sa già che gli avvocati delle difese (Alessandro Vaccaro, Gennaro Velle, Andrea Vernazza, Enrico Grillo, Ernesto Monteverde, tutti del Foro di Genova; Mariano Mameli ed Antonella Cuccureddu del Foro di Sassari) puntano a vedere tutte le foto e i video in aula, compresi alcuni selfie che il loro perito (Mattia Epifani) ha riprodotto e che riguardano le sera precedente, al Billionaire: Silvia felice, seduta selle gambe di Grillo Junior e lo bacia. Per Giulia Bongiorno e Dario Romano, difensori della vittima, quelle immagini avrebbero poca importanza nel racconto dello stupro. Posizione a parte è quella di Roberta (difesa da Vinicio Nardo e Fiammetta Di Stefano del Foro di Milano): le stesse foto scattate dai ragazzi sarebbero la prova-regina della violenza sessuale.

Comunque, quella di oggi non sarà l’unica udienza dedicata ai video ed alle foto, tanto che il collegio giudicante, presieduto da Marco Contu, all’ascolto dei periti informatici ed alla visura del materiale ha destinato ben tre udienze. Le altre due saranno il 23 giugno e il 10 luglio.

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