Gigino Di Maio, l’inaspettata leccata al governo Meloni non sorprende: ha ancora accesa la speranza che Bruxelles gli regali poltrona da 15mila euro. Ha bisogno che Roma non gli metta dei veti

L’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio, rimasto fuori dal Parlamento dopo il flop alle ultime politiche e dimessosi subito dopo dal suo nuovo partito Impegno Civico, torna a parlare della sua carriera politica, dopo un lungo periodo si pausa (anche dai social).

“Io sono in questa fase pronto a novità e sfide. Vedremo quali accoglierò, ma c’è tanta vita dopo. Questo deve incoraggiare tutti a non essere legati a una esperienza, alla loro confort zone”, dice collegato da Washington nella seconda giornata di lavori del Sustainability Forum di Fortune Italia, organizzato a Venezia con la collaborazione di VeniSIA.

Di Maio, che nei giorni scorsi aveva smentito le voci di un suo imminente ingresso nel Pd, risponde a una domanda di Emilio Carelli, che gli chiede quali sono i suoi progetti, tramontata la fase politica grillina e di Impegno civico. Mettere un punto e ripartire, “serve a capire quali sono le proprie capacità”, puntualizza l’ex ministro.

Di Maio parla di transizione energetica e sostenibilità, i due argomenti su cui è focalizzato l’appuntamento veneziano. Sul fronte del fabbisogno energetico italiano, dopo l’esplosione del conflitto in Ucraina, “nell’estate 2022 un punto fondamentale del governo è stato costruire rapporti con paesi africani, con un obiettivo di diversificazione a breve e medio termine e uno a lungo termine di puntare sulle innovative guardando non solo dove le produciamo ma anche a come portarle a casa degli italiani e nelle aziende”. E qui partono i primi apprezzamenti all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, giudicato in continuità con quello di Mario Draghi. “Credo che il lavoro che sta facendo sia molto importante per l’indipendenza energetica”, dice l’ex ministro.

“L’Italia non è messa male anche per una serie di infrastrutture che abbiamo – ricorda Di Maio – la transizione ha bisogno però dei suoi tempi. È chiaro che gli obiettivi dopo la guerra ucraina hanno subito cambiamenti e semplificazioni”.

Quanto al tetto massimo del prezzo del gas, pur volendo aspettare prima di dare un giudizio sulla misura, Di Maio sottolinea che “è un precedente importante, perché era una sfida di Draghi abbracciata dal governo attuale. Ora siamo in grado come paese di negoziare con l’Ue per abbassarlo. La battaglia per il tetto è stata una prima vittoria”. Anche il progetto di una Italia hub del gas “viene da lontano, viene da Corrado Passera ministro”, ricorda l’ex grillino.

A Di Maio viene anche chiesto di esprimere un giudizio complessivo sull’operato del governo Meloni: “Sono sicuro che le mie valutazioni interessino poco le persone, ma da cittadino e da ex ministro degli Esteri, sia con la legge di Bilancio che con la firma del sesto decreto Ucraina le mie preoccupazioni che non fosse atlantista ed europeista sono state smentite. Il decreto è un segnale, io ne ho firmati 5 e ne sono orgoglioso. Abbiamo dimostrato unità come Alleanza e a cavallo di due governi”. Sulla politica interna, invece, ha più perplessità: “Risolvere il problema dell’occupabilità dei percettori di reddito è difficile”.

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