“Vi spiego cosa c’è dietro” Condannato a 18 mesi per una manata sul sedere, la furia di Cruciani contro il ‘sistema’

È di 1 anno e 6 mesi per violenza sessuale la condanna inflitta al termine del processo con rito abbreviato al ristoratore marchigiano Andrea Serrani, accusato di avere molestato la giornalista Greta Beccaglia, impegnata in un servizio in diretta al termine della partita Empoli-Fiorentina la sera del 27 novembre 2021. Il giudice del Tribunale di Firenze ha disposto la sospensione della pena per 5 anni subordinandola alla partecipazione del condannato ad apposito percorsi di trattamento psicologico per evitare di ripetere le condotte abusanti. Serrani, tifoso della Fiorentina, è stato anche condannato a una provvisionale di 10mila euro nei confronti della giornalista e di 5mila a favore dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, della Federazione Nazionale della Stampa e dell’Associazione Stampa Toscana, costituiti parte civile nel procedimento per violenza sessuale contro la cronista.

Dopo la condanna è arrivato il commento di Giuseppe Cruciani, conduttore de La Zanzara su Radio 24, che si è scagliato contro la decisione della giustizia: “La vicenda della palpata a Greta Beccaglia. Questo signore è stato condannato oggi a un anno e 6 mesi e dovrà anche risarcire la giornalista. Secondo voi uno può essere condannato a un anno e 6 mesi per una cosa del genere? La palpata a Greta Beccaglia può essere giudicata una violenza sessuale? Ha commesso un errore, ha dato un buffetto veloce che non è una violenza sessuale. Qualsiasi cosa ormai è un pericolo anche una bravata diventa un anno e 6 mesi. Io dico solo vergogna! Questo qua – accusa Cruciani – è stato condannato per un semplice motivo, per dare un esempio, non c’è altro motivo”.

Diametralmente opposto il pensiero di David Parenzo, altro conduttore del programma radiofonico: “Al pubblico ludibrio si è messo lui. È lui che davanti a milioni di persone ha deciso palpeggiare il sedere di una persona che stava lavorando e quindi è giusto che venga condannato!”.

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