Emma Bonino riesumata come da tradizione in vista delle elezioni: anche questa volta la figlioccia di George Soros si permette di impartire una lezione non richiesta agli italiani

In vista delle elezioni di settembre i vari partiti cercano di delineare strategie e mandare messaggi politici ad alleati e avversari. Domani alle 9 si riunirà la direzione nazionale del Partito democratico. Nella giornata di ieri il segretario, Enrico Letta, ha annunciato il nome della lista “Democratici e progressisti” e si è proposto come leader per contrastare nei sondaggi il crescente consenso che consegnerebbe Palazzo Chigi al centrodestra.

Il patto repubblicano

«Le sante alleanze fatte contro qualcuno non mi sono mai piaciute. Vede, battere nelle urne lo schieramento sovranista e reazionario degli amici di Orban e di Putin è il mio obiettivo, ma non basterà la semplice logica del ‘sennò vincono loro’ a sconfiggerli», ha detto in un’intervista a Repubblica la leader di +Europa Emma Bonino.

«Se metti tutto insieme con il solo scopo di prevalere sugli altri, poi la gente non capisce bene cosa vuoi fare e pensa che, ancora una volta, ci sarebbe una coalizione che se vince si sfalda un minuto dopo e si torna daccapo». La Bonino ha anche annunciato che oggi +Europa e Azione (Calenda), presenteranno un patto repubblicano «su cui far convergere forze politiche ed energie – ha detto – a partire da questo, se sarà possibile, siamo pronti velocemente ad aprire un confronto. Siamo in contatto anche noi con ministri di Forza Italia che hanno lasciato Berlusconi dopo che il Cav ha scelto di diventare ruota di scorta dei leader più sovranisti e meno liberali d’Europa».

Nel nuovo governo Bonino chiede di continuare con l’agenda Draghi, tra europeismo e atlantismo, portando avanti riforme che che non troveranno spazio oramai in questo governo dimissionario.

«Su una base comune di valori e programmi, riassumibili nell’agenda Draghi, è possibile costruire con il Pd un’alleanza elettorale di un fronte largo per battere le destre. E se vinciamo, indichiamo Draghi premier. Ma vanno chiarite prima alcune cose», rilancia Carlo Calenda con un’intervista rilasciata a La Stampa.

Per il leader di Azione la coalizione «dovrebbe essere un polo europeista e democratico, con un’area liberal e una socialdemocratica. Non un listone unico», e si è detto pronto ad accogliere Gelmini e Carfagna all’interno delle fila del suo partito.

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