Ucraina, Biden fa scaldare i motori con nefaste dichiarazioni di terrore destinate ai cittadini americani che vi risiedono

“Le cose potrebbero precipitare rapidamente”, ha detto il presidente degli Stati Uniti in un’intervista alla Nbc

La crisi Ucraina diventa di giorno in giorno più incandescente. Mentre il vice capo di stato maggiore dell’ufficio esecutivo presidenziale russo, Dmitry Kozak, afferma senza mezzi termini che i negoziati dei leader del cosiddetto “formato Normandia” (Russia, Germania, Ucraina e Francia) non hanno portato a superare le divergenze sull’interpretazione degli accordi di Minsk, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha invitato i cittadini americani a lasciare immediatamente l’Ucraina.

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“I cittadini americani dovrebbero andarsene adesso. Abbiamo a che fare con uno dei più grandi eserciti del mondo” e “le cose potrebbero sfuggire di mano rapidamente”, ha detto Biden intervistato dal giornalista Lester Holt di Nbc.

Il presidente ha ribadito che non invierà truppe a terra in Ucraina, nemmeno per evacuare gli americani in caso di invasione russa perché sarebbe come scatenare una “guerra mondiale”. “La guerra mondiale – ha detto – è quando americani e russi cominciano a spararsi”. Ha poi sostenuto che se il presidente russo Vladimir Putin “è abbastanza folle da provarci, è abbastanza intelligente da non farlo, e di non fare niente che possa avere conseguenze negative sui cittadini americani”.

Il giornalista gli ha chiesto se avesse detto le stesse cose al presidente russo, e Biden ha risposto. “Si'”. Ma alla domanda se avesse usato proprio questi termini, cioé se avesse avvertito Putin che toccare gli americani avrebbe rappresentato un punto di non ritorno, il presidente ha risposto: “Non gli ho detto così, ma ne abbiamo parlato e lui lo sa”.

L’invito a lasciare l’Ucraina rivolto ai cittadini americani è stato rilanciato anche dall’ambasciata Usa a Kiev e sul sito del dipartimento di Stato, nella pagina dedicata ai viaggi, dove si legge: “Non viaggiare nel Paese a causa delle aumentate minacce di azioni militari russe e della pandemia”. E ancora: “Quelli che si trovano in Ucraina devono partire ora con mezzi commerciali o privati. Se restano in Ucraina, esercitino maggiore prudenza a causa della criminalità, dei disordini civili e potenziali operazioni di combattimento nel caso la Russia intraprenda l’azione militare”.

Anche il Canada ha raccomandato ai suoi concittadini di lasciare l’Ucraina in quanto, come scrive il ministero degli Esteri sul suo sito web, “l’azione militare russa potrebbe interrompere i viaggi e i servizi in tutto il paese. I voli potrebbero essere interrotti o cancellati”. Per chi decidesse comunque di restare il consiglio è uno solo: “Preparati a rifugiarti”.

Intanto, l’ambasciata russa a Kiev sta valutando la partenza temporanea dall’Ucraina del suo personale non essenziale, ha dichiarato ieri alla Tass una fonte dell’ambasciata russa. “La questione è stata attivamente esaminata”, ha affermato la fonte. In precedenza, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov aveva spiegato che il ministero avrebbe consigliato al personale non essenziale dell’ambasciata in Ucraina di lasciare temporaneamente il paese, “dato quello che stavano facendo le ambasciate occidentali”. Lavrov ha anche duramente criticato i media occidentali accusati di spargere voci “secondo cui la Russia si starebbe preparando per un’operazione per prendere Kiev e altre città ucraine, per organizzare un colpo di stato in Ucraina”.

Mosca: “La reazione militare russa è ancora solo un’ipotesi”

Una reazione militare russa in reazione alla mancata risposta da parte occidentale alle richieste di sicurezza avanzate da Mosca è “ancora una questione ipotetica” e la Russia farà di tutto per arrivare a un 

accordo, ha dichiarato il vice ambasciatore della Federazione russa presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy. Un’intesa che deve interessare Usa e Nato nell’ottica di maggiore stabilità, anche “per senso di conservazione”.

Il diplomatico in una intervista riportata dai media russi tocca diversi punti della crisi che vede al centro l’Ucraina. Sostiene tra l’altro che Mosca è convinta che Kiev “non abbia altra possibilità se non applicare gli Accordi di Minsk per tentare di porre fine alla guerra in Donbass”. Questa posizione sarà ribadita, ha detto Polyanskiy, alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu in agenda il 17 febbraio.

“Polyanskiy afferma che la Federazione russa è preoccupata dal fatto che 175mila soldati americani si trovino fuori dai confini Usa e soprattutto dall’avvicinamento alle frontiere russe di “infrastrutture militari nato”. Gli Stati Uniti e l’Alleanza atlantica devono condividere lo sforzo verso la stabilità globale, “se non altro per senso di autoconservazione”

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