Il vergognoso saluto alla brigatista morta di Donatella Di Cesare la docente universitaria che pontifica contro Putin dalla mattina alla sera sui canali gestiti dalla feccia

(AdnKronos) “Ma davvero Donatella Di Cesare ha fatto questo Post (poi cancellato per vigliaccheria) per ricordare la terrorista rossa che con le BR rapì Moro e senza mai pentirsi rivendicò l’omicidio di Lando Conti? Non sono queste le idee che non si cancellano da insegnare alla Sapienza”. E’ il duro post su X di Giovanni Donzelli in risposta a un altro post di Donatella Di Cesare, filosofa, editorialista, saggista italiana e docente, che dopo la morte di Barbara Balzerani aveva scritto: “La tua rivoluzione è stata anche la mia. Le vie diverse non cancellano le idee. Con malinconia un addio alla compagna Luna”.

COMMENTO DI MARCO BASSANI, DOCENTE COSTRETTO ALLE DIMISSIONI DALL’UNIVERSITA’ DI MILANO DOPO AVER RIVELATO COME FECE CARRIERA L’ATTUALE VICE PRESIDENTE DEGLI USA

I padroni del reale e dell’apparente
Alla sinistra invidio l’infinito spazio di libertà di espressione, mai intaccato da nulla di politicamente corretto (il che è ovvio: il politicamente corretto non è che la risposta post comunista alla vittoria di Pirro americana della Guerra Fredda).
Sono contento che i compagni abbiano mille e più gradi di libertà, per carità, ma non mi dispiacerebbe se fosse concesso ogni tanto qualche pensiero eretico anche alla non sinistra.
Se sei comunista puoi celebrare con partecipe nostalgia la dipartita di una terrorista mai pentita usando il suo nome di battaglia, continuare a scrivere articoli che minimizzano i drammi dell’Holomodor (e se sei dialetticamente ben dotato puoi cimentarti tranquillamente anche con l’Olocausto). Puoi costantemente sostenere che il comunismo sia stato applicato non benissimo, ma che i cento milioni di morti attribuiti ai regimi marxisti siano solo una panzana imperialista.
Puoi negare che miliardi di uomini e donne siano usciti dall’indigenza assoluta negli ultimi trent’anni in virtù del mercato capitalista mondiale e sostenere che vi sia stato invece solo impoverimento e aumento delle diseguaglianze.
In breve, se sei comunista puoi bellamente fregartene della realtà, perché la costruzione del reale e la forzatura dell’esistente – ossia ciò che diventa una camicia di forza per tutti gli altri – è un prodotto della vostra comunità del noi. Ecco, è l’insignorimento di ogni realtà e anche di qualunque metafisica, passata presente e futura, da parte della tradizione intellettuale che si rifà a Marx che io invidio profondamente.

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