Avete capito che Trump intende buttare la nato nel cestino della spazzatura? Il commento del professor Alessandro Orsini dopo le parole espresse nell’ultimo comizio contro i parassiti guerrafondai

DALLA PAGINA FACEBOOK DEL PROFESSOR ALESSANDRO ORSINI

Fontana e l’orecchio di Zelensky
Dopo avere ascoltato il comizio di Trump in South Carolina, ho capito che l’Ucraina è finita se Trump sarà rieletto. Trump sta sempre più costruendo la campagna elettorale sul tema della pace con Putin in Ucraina. Prima lasciava intuire le sue intenzioni nell’attesa degli eventi, adesso è esplicito e brutale. Ha detto chiaramente che, una volta alla Casa bianca, l’Ucraina non riceverà più nemmeno un dollaro americano e che obbligherà Zelensky a chiudere la guerra prendendolo per un orecchio.
Si avvicina sempre più il giorno in cui i vari Calenda, Enrico Letta, Luciano Fontana, Maurizio Molinari, Libero, il Giornale, il Foglio, la Repubblica, il Corriere della Sera, la Stampa, praticamente un’intera classe dirigente mediatica, dovranno assumersi la responsabilità di avere sostenuto in Ucraina una linea politica – la linea poitica dell’imperatore del momento – che ha causato la distruzione di quel Paese.
Il problema educativo degli adulti italiani è molto più grande di quello dei giovani. Gli adulti italiani non sanno assumersi le proprie responsabilità. Noi abbiamo una classe dirigente irresponsabile. Il Corriere della Sera ha appoggiato una linea politica iper-fallimentare in Ucraina. Invece di scusarsi, continua a bersagliarmi e a cianciare di “putiniani” e complotti.
Gli obnubilati dal complottismo.
Capito a che livello siamo?
Secondo il Corriere della Sera, le mie analisi sulla guerra in Ucraina, in cui spiegavo che la Russia avrebbe distrutto quel Paese, erano il frutto di un “complotto”.
Caro direttore del Corriere della Sera, l’Ucraina ha perso la guerra, la controffensiva di Zelensky è stato un fallimento colossale. Comportati da persona adulta e prenditi le tue responsabilità scusandoti per il modo in cui hai fatto informazione in questi due anni di guerra.
Superati i dieci anni, si smette di essere bambini.
Non possiamo aspettare in eterno la fuoriuscita dalla culla.
Trump, attacco alla Nato. Stoltenberg: “Difendiamo tutti”

L’ex presidente americano attacca gli alleati durante un comizio: «Spingerei Mosca contro chi non paga»

di Alberto Simoni per La Stampa

Nel corso di un comizio in South Carolina dove il 24 febbraio si svolgeranno le primarie repubblicane, Donald Trump ha attaccato la Nato ripescando una conversazione di qualche anno fa con un leader straniero per dire che incoraggerebbe Putin a «fare quello che vuole» contro i Paesi membri che non spendono abbastanza per la difesa comune. Non c’è un contratto vincolante, ma dal 2006 gli Stati si sono impegnati a portare le spese per la difesa almeno al 2% del Pil. Nel 2016 erano in cinque ad aver raggiunto il target. Da due anni sull’onda dell’invasione russa in Ucraina, c’è stata un’accelerazione ma ad oggi – secondo il report Nato diffuso al summit di Vilnius del luglio 2023 – solo 11 Paesi su 31 rispettano gli obiettivi. L’Italia è ultimo fra i grandi Paesi (1,46%) e fra i sei in genere meno virtuosi. La classifica è invece guidata da Polonia e Stati Uniti.

Questo il racconto che l’ex presidente ha consegnato ai sostenitori riuniti alla Coastal Carolina University a Conway: «Uno dei presidenti di una grande Paese si è alzato e ha detto: Bene, signore, se non paghiamo e siamo attaccati dalla Russia, ci proteggerà? Ho risposto: Non avete pagato, siete dei morosi. Mi ha detto: ok, diciamo che è così. E io: “Non vi proteggerei. In realtà li incoraggerei a fare quel che diavolo vogliono fare. Dovete pagare tutti i conti”».

L’aneddoto richiamato dal tycoon risale a un summit a Bruxelles nel 2018. Ma potrebbe benissimo essere riconducibile ad altri incontri. La serie di esternazioni del tycoon sulla Nato è lunghissima.

Il Commissario Ue all’Industria Thierry Breton ha ricordato un episodio a Davos nel 2020, quando Trump disse a Von Der Leyen: «Se l’Europa è sotto attacco non verremo mai in vostro aiuto. E comunque la Nato è morta, tutti la lasceremo».

Il 25 maggio del 2017 al primo summit Nato da Comandante in capo, aveva rivolto il monito agli europei: pagate di più. E così aveva ribadito anche nel 2019 e nel 2020.

Nel 2022 intervenendo all’Heritage Foundation, think tank conservatore di Washington che coltiva aspiranti membri di un’eventuale prossima Amministrazione repubblicana, aveva raccontato di quando disse agli europei che «se non avessero pagato non avrebbe rispettato l’Articolo 5» dell’Alleanza quello che impone il soccorso all’alleato aggredito. È scattato solo una volta in quasi 75 anni in occasione dell’attacco di Al Qaeda dell’11 settembre.

Già nel suo libro del 2000 The America We Deserve Donald aveva detto che gli Usa dovevano ritirarsi dall’Europa e risparmiare così milioni di dollari.

La Casa Bianca già sabato sera ha diramato un comunicato nel quale ha definito le parole di Trump «spaventose e squilibrate» e un danno per la sicurezza nazionale e la stabilità globale. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha commentato: «Pronti a difendere ogni alleato» e da Bruxelles, Charles Michel, presidente del Consiglio Usa, ha ribadito che così «si fa il gioco di Putin».

L’esternazione del presidente è arrivata a poche ore dal voto procedurale in Senato sugli aiuti all’Ucraina e sulla scia dell’intervista di Tucker Carlson a Vladimir Putin. Trump ha invitato i repubblicani a non sostenerli e ribadito ancora una volta che, se fosse stato lui alla Casa Bianca il conflitto non sarebbe scoppiato. A Capitol Hill però si è formata una esigua maggioranza che ha consentito al pacchetto da 95 miliardi (60 dedicati all’Ucraina) di superare un altro scoglio procedurale.

Donald Trump sta marciando a ritmo serrato verso la nomination repubblicana e il bis del duello con Biden è sempre più probabile. Anche se sulla strada del presidente si stanno addensando nuvoloni. Il tema dell’età e i vuoti di memoria descritti dal procuratore Robert Hur hanno colpito l’elettorato Usa. Ieri la Abc ha diffuso un sondaggio nel quale emerge che l’86% delle persone ritiene Biden troppo anziano per un secondo mandato.

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