Atletica mondiale a lutto: morto il primatista mondiale della Maratona. Kelvin Kiptum morto a soli 24 anni in seguito ad un tragico incidente stradale

Sport in lutto: Kiptum muore a 24 anni in un incidente. Era primatista del mondo della maratona
Il keniano è deceduto ieri: nello scontro ha perso la vita anche il suo allenatore

di Andrea Buongiovanni per Gazzetta.it

A inizio dicembre, a Montecarlo, insieme a Noah Lyles e a Mondo Duplantis, era stato eletto dalla federazione internazionale miglior atleta mondiale del 2023. Vincendo la sua timidezza e la sua ritrosia alle interviste, sciogliendosi poco alla volta, aveva raccontato la sua vita e i suoi sogni. Martedì il suo meraviglioso 2h00’35”, ottenuto a Chicago l’8 ottobre, era stato ratificato quale record del mondo di maratona. Ieri – intorno alle 23 locali, le 21 italiane – Kelvin Kiptum, 24enne keniano, straordinario talento, è morto in conseguenza di un incidente d’auto insieme al suo allenatore, il ruandese Gervais Hakizimana, sulla strada che da Kaptagat porta a Eldoret. Coi due una donna, Sharon Kosgei, ricoverata presso il Racecourse Hospital di Eldoret. Erano a bordo di una Toyota Premio. Alla guida ci sarebbe stato proprio Kiptum e nessun altro veicolo sarebbe stato coinvolto. A confermare la notizia le famiglie e le autorità locali: le salme sono state trasportate all’Mtrh, obitorio di Eldoret.

LA STORIA

Kelvin, capace di succedere a Sua Maestà Eliud Kipchoge in vetta alla lista mondiale della specialità, era candidato a infrangere per primo (in via ufficiale) il muro delle due ore sui 42 km. Aveva già dato appuntamento al 14 aprile, sul velocissimo percorso di Rotterdam. E, in agosto, sarebbe stato il favorito per l’oro olimpico di Parigi. «Il Kenya, come tutti i Paesi, avrà a disposizione tre posti – aveva umilmente ricordato nel Principato – e voglio che uno sia mio. In squadra collaboreremo, ma poi ognuno farà per sé. Quindi potrei puntare anche ai Mondiali di Tokyo 2025: ho visto la gara iridata di Budapest: mi ha affascinato». Un maledetto destino ha deciso diversamente, ha azzerato ogni ambizione. Privando una giovane donna del proprio marito, Caleb e Precious, 7 e 4 anni, del loro papà (lui ne aveva 16 quando nacque il primo) e chi ama lo sport di uno dei campioni più autentici di quest’epoca. Kiptum, per puntare tutto sull’atletica, in accordo con la moglie, aveva fatto una scelta di vita precisa: durante i quattro mesi precedenti una maratona, stava con loro solo alla domenica. “Viviamo tre chilometri l’uno dagli altri – raccontava -. Ma non posso concedermi distrazioni. Io sto a Chepkorio, a oltre 2500 metri, loro a Chepsamo, un villaggio più piccolo. Siamo a 40 chilometri da Eldoret, nella Rift Valley”. Il ragazzo, secondo certe cronache, arrivava a compiere fino a 290 chilometri alla settimana, carichi mai prima sopportati.

DUE ORE

Un fisico perfetto (60 chili distribuiti lungo 174 centimetri) e un’azione straordinaria, in tutta la carriera è riuscito a correre solo tre maratone. Vincendole. A Valencia, nel dicembre 2022, in 2h01’53” (miglior esordio della storia), a Londra, nell’aprile 2023, in 2h01’25” sotto la pioggia e, appunto, a Chicago. Quei crono si collocano tra le prime sei prestazioni mondiali all-time: impressiona pensare che la media sia 2h01’18”. Sempre seguendo lo stesso copione, la medesima strategia: coprendo la seconda mezza più velocemente della prima. In Illinois in 1h00’48” e 59’47”, alla faccia del negative split. La suggestione delle due ore era intensa: “Andrò in Olanda per correre forte – aveva spiegato – il percorso è ideale e la folla spinge a dare il massimo. In più l’organizzazione è legata al mio management: nel 2019 ho fatto da lepre, nel 2022 avrei dovuto partecipare, ma mi fermò un lieve infortunio. Questa sarà la volta buona. Mi piacerebbe arrivare là dove nessuno è arrivato. Se la preparazione andrà nel verso giusto e le condizioni ambientali lo permetteranno, ci proverò. Ambizioso? A ragion veduta”.

WANJIRU

Quanto è crudele ricordare ora come la sorte accomuni Kiptum a un altro grandissimo keniano di maratona, l’oro olimpico di Pechino 2008, Samuel Wanjiru. Meno di tre anni dopo l’impresa a cinque cerchi, il 15 maggio 2011, Samuel è morto nella sua Nyahururu, in seguito a una caduta dal balcone di casa, probabilmente dovuta – si disse – a una lite con la moglie. Aveva 24 anni. Come Kiptum.

Scavalca la censura di regime dei social. Seguici via Telegram, basta un clic qui >https://t.me/capranews

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous Article

"Mara Venier? Da vomito, l'ha fatto per tornaconto personale" Solo Heather Parisi ha le palle per disintegrare la presentatrice che ha obbedito al governo leggendo uno stucchevole messaggio a favore dello sterminio di civili a Gaza

Next Article

“Ecco il sostituto di Amadeus” Sanremo, il doppio nome bomba arriva da Fiorello: in pole position la coppia Clerici-Cattelan

Related Posts