Quando si dice essere predestinati: è Lamine Yamal, il 16enne che ha regalato la finale alla Spagna il bimbo nella foto, con un giovane Messi che gli fa il bagnetto

La foto di Messi che fa il bagnetto a baby Yamal è vera?
Era il 2007 e la famiglia dell’oggi 16.enne fu selezionata dall’UNICEF per una campagna che prevedeva anche la realizzazione di un calendario benefico – La Pulce aveva 20 anni, Lamine 6 mesi

È il più giovane calciatore ad aver segnato a una fase finale di un Campionato d’Europa. Lamine Yamal, 16 anni, è diventato il ragazzo dei record grazie al meraviglioso gol dell’1-1-, ieri sera, nella seminale di Euro 2024 contro la Francia. La sua Spagna ha staccato il biglietto per la finale. Di lui si è detto molto. Soprattutto, si è parlato della legge sul lavoro minorile in vigore in Germania che di fatto gli impediva di giocare dopo le 23.00, pena una multa di 30 mila euro. In quanto minorenne, inoltre, Yamal non può essere lasciato solo mai e in nessun luogo con un adulto,  ha scritto Marca: «Ciò implica, ad esempio, che se De la Fuente vuole parlare con lui in una stanza, deve farlo alla presenza di un testimone». Insomma, un baby campione con attorno tutte le attenzioni che la sua giovane età comporta.

Ma c’è un’altra curiosità emersa durante Euro 2024. Sta infatti facendo il giro del mondo una foto che ritrae un giovane Lionel Messi che fa il bagnetto a un piccolissimo Lamine Yamal. Due super talenti del Barcellona immortalati, appunto, sedici anni fa. Che cosa c’è dietro?

La foto è stata condivisa dal padre di Yamal. Classe 2007, il calciatore è nato a Esplugues de Llobregat, comune della provincia di Barcellona situato a pochi chilometri dal Camp Nou, da padre marocchino e madre originaria della Guinea Equatoriale. «L’inizio di due leggende» è la didascalia che accompagna lo scatto, che ha incassato oltre 88 mila like su Instagram.

Nel 2006 il quotidiano spagnolo Sport ideò insieme all’UNICEF una campagna pubblicitaria, con un calendario benefico per gli abbonati. Il Barcellona era un donatore del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, il cui logo compariva sulla maglia. Alla prima edizione parteciparono gli impiegati del giornale e le loro famiglie. L’anno successivo, invece, l’organizzazione fu molto più grande. Sport, insieme a UNICEF, organizzò una campagna di reclutamento tra le famiglie che in qualche modo, nei mesi precedenti, erano entrate in contatto con l’organismo internazionale, anche per questioni assistenziali.

È qui che fece il suo ingresso la famiglia Yamal, migranti a Barcellona, sorteggiata per andare al Camp Nou – dove si sarebbe svolto il servizio fotografico – in compagnia del nuovo arrivato: Lamine. Che, a soli sei mesi, ha messo per la prima volta piede nello stadio del Barça. E che, per gli scatti, è stato affidato a un giovane Leo Messi, di soli 20 anni, immortalato insieme a Sheila Ebana, madre di Yamal.

Negli scorsi giorni l’UNICEF ha utilizzato la foto nella mailing list e il padre di Lamine Yamal, Mounir Nasraoui, l’ha postata su Instagram. Il fotografo Joan Monfort, che ora lavora per As, è quindi andato a ripescare negli archivi altri scatti di quella giornata. «È stata una foto difficile, possiamo dire che ho sudato sangue per realizzarla», ha rivelato a TheAthletic. «All’epoca, nessuno poteva immaginare che questo bambino sarebbe diventato quello che è ora, e non si poteva nemmeno sapere che Messi sarebbe diventato quello che è diventato». Un fortunato caso, «una possibilità su un milione che possa accadere». Era stata di Monfort l’idea di uscire di casa con bacinella, asciugamano e anatroccolo di gomma, oggetti che in casa utilizzava con la sua bambina. A distanza di anni, quello scatto è diventato «l’inizio di due leggende».

Scavalca la censura di regime dei social. Seguici via Telegram, basta un clic qui >https://t.me/capranews

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous Article

Tragedia in vacanza, 15enne resta paralizzato in stato vegetativo per un’assurda banalità

Next Article

Capolavoro Topo Gigio Parenzo riesce a farsi insultare dall'ospite anche via radio: Nicola Porro non ha avuto problemi a dirglielo in faccia

Related Posts