Dopo Tajani, tocca a Gasparri: Vittorio Feltri demolisce come merita il parassita che si era intromesso per difendere il suo capetto dall’accusa sacrosanta di zerbino della Megera di Bruxelles

Non si placa la schermaglia social tra Vittorio Feltri e Maurizio Gasparri. Tutto nasce da un articolo del primo su Il Giornale in cui criticava Antonio Tajani, accusato di aver orchestrato un “inciucio politico” per escludere Giorgia Meloni dai top jobs europei. In questo modo il vicepresidente del Ppe avrebbe fatto il gioco della Sinistra.

Gasparri aveva replicato a nome di Forza Italia parlando di “senile confusione”. “L’articolo odierno di Vittorio Feltri non entrerà nella top ten dei suoi scritti. – aveva scritto il senatore – Evidentemente per superficialità o per distrazione ha scritto cose che prescindono dalla realtà. (…). Fa sempre in tempo a chiedere scusa per tutte le fesserie che ha costretto un’importante giornale a pubblicare”.

Feltri come suo costume non ha ovviamente scusa ma anzi ha dato ulteriore pepe alla polemica via social: “Ho scritto una considerazione personale e sono stato ricoperto da una valanga di insulti. Questo la dice lunga sul livello di elaborazione intellettuale di questi signori e sui loro argomenti. Poveretti”.

In una intervista al Fatto poi descrive Tajani come “un pistola qualsiasi” per poi rivolgere l’attenzione nuovamente a Gasparri, “il più pirla di tutti”. “Io su questa storia ho fatto un tweet, – ha raccontato Feltri – ma non ho tanta dimestichezza con i social e queste robe, mi è successo di scrivere ‘sgagnozzi’ invece che ‘scagnozzi’. Un semplice refuso. Lui è intervenuto per correggermi e prendermi per il culo. Complimenti, Gasparri, hai un futuro come correttore di bozze (…) Ma chi è Gasparri? Non è un cazzo”.

“Di Tajani giornalista nessuno ricorda neppure una didascalia. Quanto a Gasparri nessuno ha mai letto un suo articolo – ha continuato – Sono due persone incapaci e arroganti che leccano il piatto della politica perché non sanno fare altro”. La replica di Gasparri non si è fatta attendere: “Non sono aduso a leccare nulla. Al massimo i gelati da passeggio. Non certo le suole di generosi editori. Coraggio, un tempo eri ammirato, oggi compatito”. “Povero Gasparri, ritirati che fai schifo”, rilancia Feltri. “Badante già avvisata”, la replica deinitiva del senatore di FI.

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