“Tappo che non si stacca? No, grazie” Una sola nazione nel continente europeo si rifiuta di renderli obbligatori: rispettiamo il volere dei consumatori

Rivella si ribella: «Il tappo solidale? Gli svizzeri sono già diligenti»
Contattata dal CdT, l’azienda conferma la propria decisione: i tappi che non si staccano non verranno introdotti in Svizzera – PET-Recycling Svizzera: «Il motto “Schiaccia e tappa” ha già permesso di portare il tasso di riciclaggio oltre l’83%»

tratto dal Corriere del Ticino

Un paio di giorni fa, il panorama dei prodotti PET venduti nell’UE ha visto una piccola, grande rivoluzione. Tutte le bottiglie di plastica, da direttiva europea, dovranno d’ora in poi presentare i cosiddetti tethered caps, o tappi solidali. Si tratta dei famigerati tappi che non si staccano, tanto criticati da chi li trova scomodi rispetto ai tradizionali che, però, troppo spesso finiscono dispersi nell’ambiente.

Il caso, verrebbe da dire, è di facile risoluzione. Basta farci l’abitudine, imparare a posizionare il tappo e le difficoltà riscontrabili di primo acchito sono subito superate. Eppure il polverone sollevato dai consumatori ha spinto alcune aziende a mantenere, dove possibile, il tappo tradizionale. Come in Svizzera, dove nessun obbligo è al momento previsto per l’utilizzo di tethered caps.

Fra le compagnie che hanno deciso, almeno sul territorio elvetico, di non modificare i prodotti venduti, la celebre Rivella. L’azienda, che dal 1952 produce bevande gassate create con il siero di latte bovino, ha fatto saper di essersi affidata ai nuovi cappucci per le bevande esportate verso Francia e Lussemburgo. Quelle dirette verso il mercato svizzero rimarranno invariate.

Da noi contattata, l’azienda ha spiegato che «i consumatori sono piuttosto critici nei confronti dei nuovi tappi, percepiti come fastidiosi se si beve direttamente dalla bottiglia». Ciò ha spinto Rivella a non uniformare la propria produzione, facendo per la Svizzera un’eccezione. Questo anche perché «in Svizzera i tappi delle bevande non vengono buttati via con noncuranza. Insieme alle bottiglie vuote in PET, vengono raccolti e riciclati». Membro di PET-Recycling Switzerland, Rivella ha spiegato al CdT che negli impianti di riciclaggio tappi e bottiglie vengono separate per essere riciclate separatamente e il tasso con cui le due parti arrivano insieme nelle discariche è già, sul territorio elvetico, elevato: «La Svizzera sta ottenendo ottimi risultati rispetto agli standard internazionali e lavoriamo da anni con PET Recycling per garantire che il maggior numero possibile di bottiglie vuote rientri nel ciclo di riciclaggio».

Ma è abbastanza tutto ciò per giustificare il mantenimento dei tappi tradizionali? A quanto pare sì. Da noi “punzecchiata”, l’azienda ha spiegato che i tethered caps utilizzati nell’UE «si collocano nello stesso segmento di prezzo dei tappi per la Svizzera». Insomma, per Rivella non c’è nessun vantaggio economico nell’evitare, dove possibile, l’applicazione del nuovo tappo solidale.

«Schiaccia e tappa»

Ma che cosa ne pensa PET-Recycling Svizzera dell’iniziativa europea? Anche la Svizzera dovrebbe rendere obbligatorio il tappo solidale? «L’obiettivo principale della misura è ridurre il littering causato da tappi e anelli. PET-Recycling Svizzera accoglie favorevolmente in linea di principio le misure che prevengono il littering. Tuttavia, se questo obiettivo potrà essere raggiunto, si vedrà solo quando i nuovi tappi saranno ampiamente utilizzati. Per questo motivo, attualmente non è possibile valutare se un obbligo del genere sarebbe utile per la Svizzera», ci risponde il portavoce di PET-Recycling Svizzera Remo Linggi.

«Seguendo il motto “Schiaccia e tappa” in Svizzera le bottiglie in PET sono sempre state raccolte insieme ai tappi. Di conseguenza, già oggi la maggior parte delle bottiglie arriva agli impianti di riciclaggio insieme ai tappi (il tasso di riciclaggio è superiore all’83%). I conteggi dei rifiuti in Svizzera non fanno temere che tappi e anelli delle bottiglie in PET rappresentino un grande problema di littering (si vedano i rapporti dell’UFAM o di STOPPP “Swiss Litter Report”). In UE, invece i tappi sono stati identificati nei conteggi dei rifiuti come un problema ambientale, lo testimonia un recente resoconto della Commissione europea».

Insomma, per il momento la diligenza svizzera sembra rendere superflua l’introduzione dei tappi solidali. Ma, come evidenziato da Linggi, le cose potrebbero cambiare, soprattutto se i dati europei dovessero testimoniare una grande efficacia dei tethered caps.
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