Ilaria Salis e la farneticante pretesa di Bonelli e Fratoianni: la vogliamo qui subito

Ilaria Salis è stata eletta europarlamentare e “ora non ci fermiamo: lo diciamo al governo: vogliamo Ilaria qui in Italia libera con immunità pronta a svolgere il suo mandato di europarlamentare”. Dopo i 173mila voti raccolti dalla nostra connazionale accusata di violenze e ai domiciliari in Ungheria, Sinistra Italiana con Nicola Fratoianni va in pressing. E con lui anche Angelo Bonelli: “Immediatamente dopo questa conferenza stampa, faremo un passo formale nei confronti dei ministri degli Esteri Tajani e dell’Interno Piantedosi: sia data immediatamente una risposta su Ilaria Salis, non si trincerino dietro le formalità. Oggi e chiaro a tutti che sarà una europarlamentare, aspettare ancora dei giorni sarebbe un atteggiamento di profonda indifferenza che non possiamo accettare”. Salis è prima in entrambe le circoscrizioni in cui era candidata: quella nord occidentale, dove Avs è andata al 6,6 per cento e lei ha raccolto 123mila voti. Inoltre ha anche raccolto circa 50mila voti nella circoscrizione Isole. Per capire cosa accadrà adesso, dopo il voto delle Europee, bisogna seguire le indicazioni che arriveranno da Strasburgo.

Salis una volta proclamata dovrà essere immediatamente scarcerata, l’Ungheria non può fare diversamente” aveva spiegato a Repubblica qualche giorno fa la professoressa Marina Castellaneta, docente dell’università di Bari, tra le principali esperte italiane di diritto europea. L’articolo 9 del Protocollo 7 sui “Privilegi e le immunità dell’Unione europea” prevede infatti che i membri dell’Europarlamento “beneficiano, sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del Parlamento del loro Stato” e “non possono, sul territorio di ogni altro Stato membro, essere detenuti né essere oggetto di procedimenti giudiziari”.

A determinare l’immunità potrebbe esser un cavillo sull’arresto in flagranza di reato che nel caso di Salis sarebbe avvenuto solo in parte e l’ex insegnate in questo momento è comunque sotto processo. La Salis con una lettera ha chiesto al Governo di poter passare i domiciliari in ambasciata. Di fatto però una volta proclamata potrebbe tornare in libertà in Italia oltre a prendere possesso dello scranno a Bruxelles e a Strasburgo. Vedremo cosa accadrà nei prossimi giorni. Intanto il suo avvocato spiega quali sono le tappe e la data da cerchiare in rosso è quella del 16 luglio: “È europarlamentare: ha avuto nella sua circoscrizione quasi 130mila voti, e più di 50mila nelle isole. Sicuramente è tra i sei eletti che verranno eletti. Per l’iter adesso dobbiamo aspettare un passaggio formale in cui Ilaria verrà proclamata parlamentare. Una volta che abbiamo questo passaggio, faremo una richiesta ai giudici ungheresi per la scarcerazione, perché Ilaria ha diritto all’immunità parlamementare, secondo l’articolo 9 del protocollo 7 sull’immunità dei parlamentari europei, che prevede l’esenzione da ogni forma di detenzione e la sospensione dei procedimenti penali. L’Ungheria non potrà che prenderne atto e disporre la scarcerazione. Stiamo aspettando questo passaggio tecnico. Devo capire ancora chi disporrà questo passaggio -continua -. Penso un ufficio europeo. Questo passaggio deve essere garantito entro il 16 luglio, perché ci sarà la prima seduta parlamentare, a cui Ilaria deve prendere parte. Sicuramente il giudice ungherese deve prendere una decisione, ma non può non riconoscerle l’immunità. Se non dovesse riconoscerla, procederemo con i provvedimenti del caso alla corte Europea. Non mi aspetto che questo accada, ma nel caso agiremo di conseguenza”.

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