Chico Forti e le prime parole al suo arrivo in Italia, accolto da Giorgia Meloni in persona

Giorgia Meloni questa mattina ha atteso l’arrivo di Chico Forti all’aeroporto di Pratica di Mare, vicino Roma. L’italiano, da 24 anni detenuto in Florida con l’accusa di omicidio, è partito la scorsa notte con un Falcon 900 dell’Aeronautica militare, atterrato questa mattina attorno alle 11.30. “Chico Forti è tornato in Italia. Fiera del lavoro del Governo italiano. Ci tengo a ringraziare nuovamente la diplomazia italiana e le autorità degli Stati Uniti per la loro collaborazione“. Nel post anche una foto del presidente del Consiglio con Forti, che in queste ore, al termine del disbrigo delle pratiche burocratiche, verrà trasferito in carcere.

A differenza di quanto inizialmente riferito, l’ex imprenditore non arriverà già nella giornata di oggi a Verona ma farà una sosta intermedia in un carcere del Lazio, probabilmente quello di Rebibbia. Solo nei prossimi giorni avverrà la traduzione in Veneto, a Verona, e non è detto sia quella la destinazione finale, perché potrebbe anche essere trasferito a Trento. Probabilmente il trasferimento nel carcere scaligero è stato posticipato per evitare assembramenti di giornalisti e curiosi nelle stesse ore in cui all’interno della struttura si trova in visita il Papa, che oggi pranzerà coi detenuti.

Fonti di Palazzo Chigi sottolineano che al fine di concludere il trasferimento in Italia di Forti è stato fondamentale il viaggio a Washington del premier, che lo scorso marzo in occasione della sua missione negli Stati Uniti aveva ottenuto il consenso al trasferimento di Foti ai sensi della Convenzione di Strasburgo. Da questo passaggio è iniziato realmente l’iter “che si è concluso in tempi record mercoledì 15 maggio“. Dopo che Forti ha firmato l’accordo con il giudice federale statunitense per scontare la pena che gli resta in Italia, sulla base delle indicazioni del diritto italiano, è stato scarcerato dalla prigione in cui era detenuto e trasferito in un’altra provvisoria.

Le stesse fonti di Palazzo Chigi sottolineano che, grazie “all’ottima collaborazione delle autorità americane, i tempi di definizione della procedura – dal momento in cui è stato formalizzato il consenso al trasferimento da parte del governatore della Florida lo scorso 13 marzo – sono da considerarsi eccezionali“.

Infatti, spiegano, mediamente “la sola fase giurisdizionale italiana si definisce in alcuni mesi (da 5 a 6 mesi), cui segue la fase della consegna da concordare con le autorità americane che, di regola, dopo l’udienza di verifica del consenso impegna un arco temporale compreso tra le 3 e le 6 settimane“.

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  1. Chi va in USA ha 500 volte più probabilità di finire in galera che in europa
    Se poi, siete a NY e finite a processo avete il 99% di probabilità di essere condannati
    Un americano su 138 sta in galera: è un record mondiale, manco nei peggiori stati dittatoriali
    gli USA sono solo il 5% della popolazione mondiale ma hanno il 25% dei carcerati
    Chiariti questi fatti… i nostri padroni americani, si sono voluti dimostrare magnanimi verso i sudditi “pizza e mandolino” ed hanno voluto far guadagnare qualche voto alla loro sguattera.

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