Burioni chiede la censura per gli altri medici: il poveretto sta andando fuori di testa! Contro chi e per cosa si scaglia

Ricordate il papa Pio V, passato alla storia come “il papa inquisitore”? Ecco, è una figura che assomiglia molto a Roberto Burioni, che continua a mettere all’indice chiunque non la pensi come lui, soprattutto chi osa criticare il dio vaccino, anche di fronte a documenti, studi e dati che evidenziano morti ed effetti avversi gravi. No, per Burioni non si può e non se ne deve nemmeno parlare. Ed ecco dunque che si è scagliato persino contro il Consiglio nazionale delle ricerche perché ha commesso il grave reato di concedere una sala convegni di Pisa a un’associazione che critica gli antinfluenzali e l’allarmismo sul morbillo. Eresia! Giordano Bruno fu bruciato per molto meno. E allora Burioni ci ha tenuto a farlo sapere, soprattutto dopo che il competitor per il premio virostar dell’anno, Matteo Bassetti, lo aveva bruciato sul tempo dichiarando: “Non si parli di effetti avversi in televisione e sui giornali!”. Burioni allora ha subito messo alla berlina la conferenza di Pisa “Vivere in salute”, ospitata all’auditorium dell’autorevole istituzione scientifica promossa dall’Associazione di studi e informazione sulla salute.

“Complimenti al Cnr di Pisa (ente statale finanziato con i soldi delle nostre tasse) – ha cinguettato Burioni – per ospitare un convegno così prestigioso (andate a vedere cos’è Assis)”. Un velato invito alla censura, insomma. Per Burioni il Cnr non doveva proprio dargli spazio di parola. Alessandro Rico, su LaVerità, si è preso la briga di andare davvero a vedere cos’è Assis. E cosa ha scoperto? Che il problema è che sul sito dell’organizzazione compaiono articoli dal contenuto che a Burioni sarà apparso sovversivo. “I loro autori – incluso uno dei relatori invitati in Toscana, il pediatra Eugenio Serravalle – osano infatti criticare la religione del vaccino, smontando la retorica allarmista sul morbillo, o menzionando studi che ridimensionano l’importanza degli antinfluenzali”. Rico allora punzecchia il televirologo, spiegandogli che “proprio perché il Cnr è un ente pubblico, è bene che esso tuteli il pluralismo, se le opinioni espresse sono ragionevoli”. E Assis lo è.

L’eretico Serravalle ha spiegato: “Il ‘vaccinismo’ ha imposto l’obbligo di assunzione indiscriminata di farmaci ancora in fase sperimentale senza tenere in alcun conto l’assenza di dati su eventi avversi e sull’effettiva efficacia e durata. A questa logica non si sono sottratti i pediatri, nonostante fosse chiaro da subito che il decorso del Covid-19, anche nelle prime fasi della pandemia, era lieve per bambini e ragazzi sani e che non erano affatto trascurabili le reazioni avverse, a cominciare dalle miocarditi”. Per Buoni questo non si deve dire. Chiede Rico a Burioni: “Cosa c’è, nelle parole di Serravalle, di tanto pericoloso e contrario alla deontologia medica, da rendere necessaria la dissociazione del Cnr da un convegno che manco si occupava di vaccini?”.

Scavalca la censura di regime dei social. Seguici via Telegram, basta un clic qui >https://t.me/capranews

Total
0
Shares
1 comment
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous Article

Orrore sul cavalcavia: camionista ucciso dal gioco folle di 5 giovani disadattati. Ecco cos’hanno lanciato contro di lui

Next Article

Franco Di Mare non ce l'ha fatta: si è spento nel pomeriggio a Roma. Il giornalista Rai aveva 68 anni

Related Posts