Da quale pulpito Liliana Segre si permette di dare lezioni ad una maggioranza regolarmente eletta proprio lei, senatrice per nomina e non eletta, si permette di criticare il premierato. Unica riforma seria che limita i danni dei Presidenti della Repubblica

IN SENATO LILIANA SEGRETE SPARA A ZERO SULLA RIFORMA TANTO CARA ALLA MELONI E LA PARAGONA A ROBA DA TROGLODITI PREISTORICI: “IL CAPO DELLO STATO NON SOLO VIENE PRIVATO DI FONDAMENTALI PREROGATIVE, MA SAREBBE FATALMENTE COSTRETTO A GUARDARE DAL BASSO UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO FORTE DI UNA DIRETTA INVESTITURA POPOLARE. ANCHE LE TRIBÙ DELLA PREISTORIA AVEVANO UN CAPO, MA SOLO LE DEMOCRAZIE COSTITUZIONALI HANNO SEPARAZIONE DEI POTERI

Estratto dell’articolo di Franco Stefanoni per www.corriere.it

Attacco in Senato della senatrice a vita, Liliana Segre, alla riforma che introduce il premierato, […]  «Non dubito delle buone intenzioni della cara amica Elisabetta Casellati, alla quale posso solo esprimere gratitudine per la vicinanza che mi ha sempre dimostrato. Poiché però, a mio giudizio, il disegno di riforma costituzionale proposto dal governo presenta vari aspetti allarmanti, non posso e non voglio tacere».

«Ulteriore motivo di allarme è provocato dal drastico declassamento che la riforma produce a danno del presidente della Repubblica», ha detto Segre nel corso della discussione generale sul ddl costituzionale, «il capo dello Stato infatti non solo viene privato di alcune fondamentali prerogative, ma sarebbe fatalmente costretto a guardare dal basso in alto un presidente del Consiglio forte di una diretta investitura popolare».

Parole schiette: «Non tutto può essere sacrificato in nome dello slogan, scegliete voi il capo del governo». «Anche le tribù della preistoria avevano un capo, ma solo le democrazie costituzionali hanno separazione dei poteri, controlli e bilanciamenti, cioè gli argini per evitare di ricadere in quelle autocrazie contro le quali tutte le Costituzioni sono nate».

«Aggiungo che il motivo ispiratore di questa scelta avventurosa non è facilmente comprensibile, perché sia l’obiettivo di aumentare la stabilità dei governi sia quello di far eleggere direttamente l’esecutivo si potevano perseguire adottando strumenti e modelli ampiamente sperimentati nelle democrazie occidentali, che non ci esporrebbero a regressioni e squilibri paragonabili a quelli connessi al cosiddetto “premierato”».

[…] «Mi colpisce il fatto che oggi, di fronte alla palese mortificazione del potere legislativo, si proponga invece di riformare la Carta per rafforzare il già debordante potere esecutivo.  […]».

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  1. E un presidente che sta 14 anni al potere come fara’ l’attuale, senza essere mai passato dalle votazioni popolari e’ qualcosa di diverso dalla monarchia? Ma qualcuno li tra i parlamentari sa che poteri ha il presidente della repubblica? Sono piu’ ampi di quelli del presidente del consiglio, non per nulla decide lui se firmare o meno i decreti legge del governo, per esempio. Questo discorso e’ solo retorica fine a se stessa, il nulla.

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