Giorgia Meloni costretta ad intervenire dopo la cantonata presa dai suoi in aula: avevano dato il via al folle progetto della feccia rossa di espropriare i risparmi degli italiani

di Gianni Di Capua per Il Tempo

Alleanza Verdi e Sinistra Italiana prova a introdurre una patrimoniale “mascherata” e, per poco, il governo non ci casca. In Aula a Montecitorio Nicola Fratoianni presenta un ordine del giorno alla proposta di legge sull’introduzione di competenze non cognitive e trasversali nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali e nei percorsi di istruzione e formazione professionale.
L’idea del leader di Sinistra Italiana propone l’introduzione di una «next generation tax», una tassa sui patrimoni superiori ai 500mila euro per combattere la dispersione scolastica attraverso il gettito stimato di 10 miliardi. Il governo accoglie con una riformulazione in cui si specifica che il testo «impegna il governo a valutare l’opportunità di adottare la next generation tax per reperire risorse per combattere la dispersione scolastica». Fratoianni accetta la riformulazione, il testo ha l’approvazione del governo e viene accolto senza essere messo in votazione. Poi però qualcuno deve aver riletto il testo e a quel punto la maggioranza corre ai ripari.

Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia fa sapere che «siamo sempre stati e restiamo contrari alla patrimoniale». Poi continua «l’ordine del giorno impegnava il governo a reperire risorse per contrastare la dispersione scolastica e dunque per questo motivo l’esecutivo ha dato giustamente parere favorevole». Il mea culpa dell’esecutivo è, semmai, non aver cancellato la «parte relativa alla patrimoniale, ma alcune volte può capitare in Aula di saltare qualche passaggio». Ad ogni modo la formula «a valutare l’opportunità di» non obbliga il governo a dare seguito all’atto di indirizzo parlamentare “alla lettera” ma di ragionare sugli interventi da mettere in campo per raggiungere quegli obiettivi che condivide nel merito.

Concetto rafforzato anche da Tommaso Foti, capogruppo alla Camera di FdI, che ha dichiarato: «Se ne facesse una ragione Fratoianni. La lotta alla dispersione scolastica verrà portata avanti senza mettere le mani nelle tasche degli italiani». Critiche anche da +Europa, il vicesegretario Piercamillo Falasca ha sottolineato: «Noi siamo fermi sull’Agenda Draghi e sugli impegni assunti in sede europea con il Pnrr: la riforma del catasto. È l’unica cosa seria da fare per ragioni equitative e di efficienza fiscale».

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