Ucraina, nuovo piagnisteo di Zelensky: pochi giorni fa faceva il fenomeno nel centro di Kerson a favore di telecamere, oggi si lamenta che la Russia sta letteralmente radendo al suolo ogni infrastruttura, come fecero gli Usa in Serbia nel 1999

Ucraina, Zelensky: “In una settimana la Russia ha bombardato Kherson 258 volte”

Nell’ultima settimana, l’esercito russo ha lanciato bombe e missili “258 volte contro 30 insediamenti della regione di Kherson”. Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky durante un video discorso serale alla nazione. “Ogni giorno gli occupanti hanno bombardato Kherson e un certo numero di comunità in tutta la regione. L’esercito russo ha anche danneggiato la stazione di pompaggio che forniva acqua a Mykolaiv”, ha detto Zelensky. “Non sono capaci di nient’altro che distruzione. Questo è tutto ci ciò he si lasciano alle spalle. E quello che stanno facendo ora contro l’Ucraina è il loro tentativo di vendicarsi. Vendicarsi del fatto che gli ucraini si sono difesi. L’Ucraina non sara’ mai un luogo di distruzione. L’Ucraina non accetterà mai ordini da questi ‘compagni’ di Mosca”, ha concluso il leader di Kiev, aggiungendo che l’Ucraina farà di tutto per ripristinare ogni struttura, ogni casa, ogni impresa distrutta dagli occupanti.
“Bombe alla grafite e la Serbia è al buio”. Così titolava Repubblica il 3 maggio 1999 quando la Nato era impegnata a bombardare il paese balcanico. E questo il sottotitolo: “Il portavoce Nato ‘Uno strumento di pressione psicologica, possiamo spegnere l’interruttore ogni volta che lo vogliamo. Disagi a Belgrado: forni chiusi e mezzi di trasporto fermi.”

“Pressione psicologica”. Così Repubblica descriveva nel 1999 i bombardamenti Nato contro le centrali elettriche della Serbia

tratto da L’Antidiplomatico

Su segnalazione di Fabio Falchi su Facebook, vi proponiamo alcuni stralci dell’articolo di Repubblica, principale megafono – allora e oggi – delle politiche belliche dell’Alleanza Atlantica, che vi fornisce l’idea di quanta ipocrisia ci sia nel racconto di oggi del quotidiano degli Elkann sugli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine.

“L’ultimo ritrovato della tecnologia bellica. Ma soprattutto un micidiale strumento di pressione psicologica sui serbi. Le bombe alla grafite lanciate per la prima volta la notte scorsa sulle centrali elettriche di Obrenovac e Nis – e che hanno tenuto per sei ore al buio buona parte della Serbia – hanno avviato una nuova strategia di guerra. Che consiste nel provocare continue interruzioni dell’energia elettrica, senza distruggere gli impianti che la producono”. PRESSIONE PSICOLOGICA, scrive Repubblica.

“La Nato insomma ha in mano la spina della corrente elettrica in Serbia. E può staccarla a suo piacimento. […] I tentativi di ripristinare le reti elettriche che i tecnici serbi hanno messo in atto durante la giornata sono stati vani. Ancora nel primo pomeriggio infatti numerose zone di Belgrado sono tornate nel totale black out”.

“La Nato ha garantito di aver avuto cura di risparmiare il bombardamento alla grafite di strutture di particolare importanza civile, come gli ospedali. Ma le fonti serbe hanno comunicato che neppure le strutture sanitarie sono state risparmiate.volta che vorrà  farlo”.

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