“Sono disposto ad incatenarmi” Conte prosegue a far finta di opporsi alle scelte imposte da Draghi. Nessuno gli ricorda che i Cinquestelle sono i maggiori azionisti del governo della feccia

M5S, Conte a Metropolis: “Draghi riferisca in Parlamento contro escalation militare in Ucraina. Per le armi noi insultati dal Pd come mai dal centrodestra”.

Il leader del Movimento: “Italia parli agli alleati e non reciti il ruolo della comparsa. Le parole di Lavrov? Inaccettabili”. E sul salario minimo dice: “Potrei incatenarmi in Parlamento”

ROMA – Qualcosa è cambiato in Ucraina nelle ultime settimane, dice Giuseppe Conte. “Il presidente Draghi venga perciò in Parlamento per riferire qual è la definizione politica del conflitto. Con quali prospettive li stiamo aiutando?”, si domanda il leader M5s a Metropolis, il podcast di Gerardo Greco sui canali Gedi. “In pratica lei chiede che Draghi si esprima alle Camere contro l’escalation militare?”, lo invita a precisare meglio il suo pensiero il direttore di Repubblica Maurizio Molinari. “Sì”, risponde l’ex premier. “E chiedo che vada a dirlo anche nei consessi internazionali. Lo deve spiegare anche agli alleati, l’Italia non può fare la comparsa”.

Conte arriva all’ultimo minuto accompagnato da Rocco Casalino. “Non ho mai incontrato Orsini!”, dice prima di infilarsi nello studio. La sua posizione sulla guerra – autonoma rispetto al centrosinistra – su cui converge anche il leghista Matteo Salvini, e che gli avversari sospettano di “putinismo”, rispecchia “l’identità M5s”. “C’è una larga fetta dell’opinione pubblica che si fa le mie stesse domande”. E ora Conte intende rappresentarla. “La stragrande maggioranza degli italiani è contro la guerra, anche perché teme la recessione economica”. E quindi Conte vuole marciare col Pd, ma la sua visione coincide con la Lega, l’alleato del 2018 e della partita per il Quirinale a gennaio.

Scavalca la censura di regime dei social. Seguici via Telegram, basta un clic qui 👇
https://t.me/capranews

Un’ora a tutto campo. Si esprime a favore della legge proporzionale: “Mi sembra che nel Pd ci siano aperture”. Si appella al centrodestra affinché appoggi lo Ius scholae.

Critica l’idea di un inceneritore a Roma: “Il Pd deve capire che noi siamo per la transizione energetica ed ecologica vera”. La tassazione degli extraprofitti invece va portata al 25 per cento. Chiede alle forze politiche di approvare la legge sul salario minimo, a firma Nunzia Catalfo: “Non costringetemi a incatenarmi davanti al Parlamento”.

Esclude frizioni con Luigi Di Maio (“ci siamo sentiti anche oggi”). Sul Russiagate ripete che non sapeva della cena dell’ex ministro della giustizia Usa William Barr a Roma. “Rimestate nel torbido”, si accalora. Erano documenti ufficiali. “Non sono un pazzo che va contro gli interessi del Paese, solo per mettere in difficoltà Renzi. Era una cena tra le delegazioni in un ristorante nel centro di Roma, non ci fu uno scambio di informazioni. Anche se avessi informato un’autorità delegata l’incontro ci sarebbe stato lo stesso. Barr non l’ho incontrato, mi sono autoprotetto”.

Ma è la guerra il tema principale. Le parole dell’ambasciatore russo Sergej Lavrov su Rete 4 “sono inaccettabili. Avrei adottato qualche cautela in più per evitare che ci fosse una propaganda russa”. Lavrov si è detto sorpreso della posizione dell’Italia. L’M5S flirtò con Putin. “E noi siamo molto delusi dalla Russia” ribatte Conte. “Abbiamo sempre cercato di mantenere un dialogo, nonostante ciò abbiamo sempre rinnovato le sanzioni, per non isolarla dalla comunità internazionale”.

È Draghi il suo avversario. “Vada in Parlamento. Lo pretendo a nome dei cittadini che rappresento e del M5S”. Ma qual è la differenza “tra armi difensive” e “offensive”, su cui sottilizza? “Il problema non è la tipologia di armi, ma l’indirizzo politico. Stiamo chiedendo ai cittadini un sacrificio. Dobbiamo chiarire se c’è una controffensiva in territorio russo. L’escalation militare è dietro l’angolo. Noi non siamo per armi sempre più letali, abbiamo votato per l’invio di aiuti, ma è stato un passaggio molto sofferto. Se dobbiamo garantire all’Ucraina sostegno per la legittima difesa, dobbiamo stare attenti all’escalation militare con un Paese che ha le testate nucleari. L’obiettivo non può essere sconfiggere i russi”. È una posizione che hanno in tanti a sinistra. Conte ha scavalcato il Pd? Risposta impolitica: “No, uso il buonsenso. Quello non è di destra né di sinistra”. Il Pd sul riarmo “mi ha ingiuriato. Insulti così nemmeno da destra”.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Previous Article

Draghi se la fa sotto! Cala a vista d'occhio la fiducia degli italiani. Gli ultimi sondaggi fanno tremare Palazzo Chigi

Next Article

"Quello che sta accadendo è solo l'inizio" Alessandro Meluzzi lancia l'allarme: il filo che lega la pandemia alla guerra

Related Posts